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Capelli lunghi castano ramato color cannella con riflessi caramello alla luce d'autunno

Capelli castano ramato: dal cannella al caramello, come si sceglie la sfumatura

In autunno i capelli si scaldano. Succede ogni anno: finita l'estate dei biondi schiariti dal sole, in salone arrivano le richieste di castani più profondi, con riflessi che ricordano le foglie, la cannella, il caramello. Quest'anno il nome che gira di più sui social è proprio cannella, ma sotto c'è una famiglia intera: il castano ramato, con tutte le sue sfumature.

Il problema è che «ramato» vuol dire cose molto diverse a seconda di chi lo dice. Per una cliente può essere un castano appena scaldato; per un'altra un rame acceso che si vede da lontano. In mezzo ci sono il dorato, il caramello, il mogano, e una serie di numeri sulla scatola della tinta che sembrano un codice.

Qui sotto spieghiamo come si legge quel codice, dove stanno la cannella e il caramello, e come si fa a far durare un colore caldo, che è la parte su cui quasi tutti si arrendono troppo presto.

Come si leggono i numeri della tinta

Quasi tutte le tinte professionali usano lo stesso sistema, e una volta capito si legge qualsiasi marca. Il numero ha due parti, separate da un punto o da una barra.

Il numero prima del punto è l'altezza di tono, cioè quanto è chiaro o scuro il colore. Va da 1 a 10: 1 è il nero, 4 il castano, 5 il castano chiaro, 6 il biondo scuro, 7 il biondo, fino al 10, il biondo chiarissimo. I castani caldi di cui parliamo stanno quasi tutti fra il 4 e il 7.

I numeri dopo il punto sono il riflesso, cioè la sfumatura. Quelli che contano per un castano caldo sono tre:

  • .3 dorato: scalda senza arrossare, è il riflesso del miele e del caramello;
  • .4 rame: il riflesso arancio caldo, quello che dà il «ramato» vero;
  • .5 mogano: un caldo che tende al rosso violaceo, più freddo del rame.

Quando i riflessi sono due, il primo è quello che domina. Un .43 è un rame con una punta di dorato; un .34 è un dorato con una punta di rame. Sembrano uguali sulla carta, sui capelli non lo sono: il primo è più acceso, il secondo più morbido. E quando la cifra è doppia, come nel .44, il riflesso è intensificato.

Così un 5.43 si legge «castano chiaro rame dorato», e un 6.34 «biondo scuro dorato rame». Con questa chiave si leggono le cartelle di Fanola Color, Inebrya Color, Altissima, Silky Technobasic, Design Look Color Lux e Renée Blanche Bheyse, che hanno tutte, in cartella, la loro serie di dorati e ramati.

Le marche che scrivono il codice in un altro modo

Due eccezioni che confondono spesso:

  • Wella usa la barra invece del punto: il Koleston Perfect ME scrive 5/3, 6/34, 6/41. Il significato è lo stesso;
  • Matrix usa le lettere: nel Socolor Pre-Bonded la C è il rame (copper), la G il dorato (gold), la M il moka. Un 6C è un biondo scuro rame, un 5MG un castano chiaro moka dorato.

Anche L'Oréal Majirel segue il sistema a punto, con una serie di dorati e ramati fra il 5 e il 7.

Dove stanno la cannella e il caramello

«Cannella» e «caramello» non sono numeri: sono nomi di tendenza, e ogni marca li interpreta a modo suo. Ma sulla scala si collocano abbastanza bene.

Il castano cannella è di solito un castano chiaro o un biondo scuro con il rame dominante e una punta di dorato: in cartella lo si cerca fra i 5.43, i 6.4 e i 6.43. È caldo, speziato, ma non rosso: si riconosce perché alla luce del sole «accende» senza diventare arancione.

Il caramello sta un gradino più chiaro e più dorato: un biondo scuro o un biondo con il dorato dominante, fra il 6.3, il 6.34 e il 7.3. Funziona molto bene come riflesso su una base castana naturale, perché la scalda senza cambiarla.

Il castano dorato, infine, è la versione più discreta: un 4.3 o un 5.3, per chi vuole un castano più luminoso senza che nessuno noti un «colore».

La regola pratica che usano i coloristi: più la pelle è calda, più il rame regge. Su un incarnato dorato o olivastro un rame pieno illumina il viso; su un incarnato molto chiaro e rosato spesso sta meglio un dorato, che scalda senza competere con il rossore naturale della pelle.

Tinta, tono su tono o riflessante: quale serve

Lo stesso castano ramato si può ottenere con prodotti diversi, e la scelta dipende da cosa si parte e da quanto deve durare.

Tinta permanente, se c'è da schiarire o coprire i bianchi

Se il castano di partenza va schiarito anche solo di un tono, o se ci sono capelli bianchi da coprire, serve una tinta permanente con ossidante. È la sola che cambia davvero l'altezza di tono. Tutte le linee citate sopra sono di questo tipo, e le trovi nella categoria Colorazione Classica, insieme alle Emulsioni Ossidanti da abbinare.

Tono su tono, se si vuole solo il riflesso

Se l'altezza di tono va bene e si vuole solo aggiungere calore, basta un tono su tono, che lavora con un ossidante a volume basso e non schiarisce. È anche la strada più delicata per chi cambia colore spesso. L'Oréal Dia Color ha una serie ampia di castani dorati, ramati e mogano; Wella Color Touch ha i suoi 5/4, 6/4, 7/43 e il 66/44, un rame intenso; Fanola Glow e Glossy i dorati. Come funziona il tono su tono lo abbiamo spiegato per esteso in cosa è il tonalizzante.

Pigmenti diretti, per ravvivare fra un colore e l'altro

Il rame ha un difetto noto: è il riflesso che sbiadisce prima. Per questo i ramati si mantengono con i pigmenti diretti, che non hanno ossidante e si depositano in superficie. Wella Color Fresh ha il 6/34 e il 7/44; la Silky Color Rebirth ha il Rame Intenso; la Fanola Maschera Colorante il Copper Flow. Sono maschere che nutrono e intanto restituiscono il riflesso, e si usano a casa ogni una o due settimane.

Tutti i prodotti di questo tipo stanno nelle categorie Colorazione Tono su Tono e Colorazione Diretta.

Perché il rame sbiadisce, e come farlo durare

Le molecole che danno i riflessi rossi e ramati sono fra le più grandi del colore, e restano meno ancorate dentro il capello. Il risultato si vede dopo poche settimane: il rame si spegne, il castano sotto torna fuori, e il colore «vira» verso un arancio opaco o un marrone piatto. Non è un difetto della tinta: è il comportamento naturale di quel riflesso.

Le cose che fanno davvero la differenza sono poche:

  • lavare meno spesso e con l'acqua tiepida, perché il calore apre la cuticola e il colore scappa;
  • shampoo delicati, pensati per capelli colorati;
  • una maschera colorante del riflesso giusto ogni una o due settimane, come quelle viste sopra;
  • proteggere dal sole anche fuori stagione: il rame è il primo riflesso a soffrire la luce, come raccontavamo nella guida alla protezione solare per capelli.

Se i capelli escono da un'estate di sole, mare e cloro, conviene anche ricostruirli prima di colorarli: un capello poroso prende il colore in modo irregolare e lo perde prima. Ne abbiamo parlato in capelli dopo l'estate.

Farlo a casa, senza sorprese

Un castano ramato si può fare anche a casa, con tre accortezze:

  • scegliere un riflesso più morbido di quello che si vuole: il rame, una volta posato, si vede sempre più acceso che in cartella. Un .34 è più sicuro di un .44;
  • non schiarire con una tinta sopra un'altra tinta: la tinta non schiarisce un colore artificiale, e il risultato è quasi sempre un arancio disomogeneo. Lì serve il salone;
  • seguire le istruzioni della confezione alla lettera, compresi i tempi di posa e la prova preliminare che ogni tinta indica.

Per chi vuole solo coprire la ricrescita fra una tinta e l'altra esistono anche i ritocchi spray, come il L'Oréal Paris Ritocco Perfetto nelle tonalità dei castani dorati. E chi preferisce una formula senza ammoniaca trova i castani caldi e i ramati anche nella Helen Seward Ecolor Oil Supreme.

Le domande che fanno più spesso

Chi sta bene con i capelli ramati?

Il rame sta bene a più persone di quanto si pensi, ma non nella stessa intensità. La regola dei coloristi guarda il sottotono della pelle: su un incarnato caldo (dorato, olivastro, con vene che al polso tendono al verde) regge anche un rame pieno, e illumina il viso. Su un incarnato freddo e rosato un rame acceso tende a sottolineare i rossori, e funziona meglio un castano dorato o un ramato leggero, un .34 più che un .44. Gli occhi castani, verdi e nocciola sono quelli che il rame valorizza di più.

Come capire se ti stanno bene i capelli ramati?

La prova più semplice è quella che si fa in salone: avvicinare al viso una ciocca della cartella colori alla luce del giorno, non sotto la lampada. Se la pelle sembra più luminosa e le occhiaie meno evidenti, il riflesso è giusto; se il viso sembra più spento o più arrossato, va scelto un riflesso più morbido. Chi vuole andare sul sicuro può partire da una maschera colorante ramata, che dura poche settimane: è il modo meno impegnativo di vedersi rame prima di fare una tinta.

Come si fanno i riflessi ramati su capelli castani?

Dipende da quanto devono vedersi. Per un riflesso che scalda senza schiarire basta un tono su tono ramato della stessa altezza del castano di partenza. Per un rame che si veda davvero su un castano scuro serve una tinta permanente, perché il riflesso ha bisogno di un minimo di schiaritura per emergere: un 4 naturale con un 5.4 o un 5.43. Per riflessi a ciocche, come le mèches ramate, si lavora a pennello su ciocche selezionate, e lì il salone fa la differenza.

Quali sono le tonalità di castano?

Sulla scala delle tinte i castani sono tre altezze: il castano scuro (3), il castano (4) e il castano chiaro (5). Su ognuna si mette il riflesso, ed è da lì che nascono i nomi commerciali: il castano cenere ha il riflesso .1 ed è freddo; il castano dorato e il castano miele stanno sul .3; il castano ramato sul .4; il castano mogano sul .5. Nomi come cioccolato o moka sono interpretazioni delle singole marche, di solito castani con riflessi marroni o dorati: vanno cercati nella cartella di quella marca, non sulla scala.

Che differenza c'è fra castano chiaro e biondo scuro?

Un gradino della scala: il castano chiaro è il 5, il biondo scuro il 6. Sui capelli la differenza si vede soprattutto alla luce del sole, dove il 6 comincia a mostrare riflessi, mentre il 5 resta ancora castano. È anche il confine su cui si gioca la cannella, che sta a cavallo fra i due: un 5.43 è una cannella più profonda, un 6.43 una cannella più luminosa.

Quale castano ringiovanisce?

Non c'è un numero magico, ma c'è una tendenza su cui i coloristi sono d'accordo: un castano caldo e un tono più chiaro del naturale ammorbidisce i lineamenti, mentre un castano molto scuro e freddo tende a indurirli e a far risaltare i segni. Un castano dorato o un ramato leggero, per questo, sono fra le richieste più frequenti di chi vuole un colore che «dia luce» al viso.

Come si ottiene un castano caldo?

Partendo da un castano naturale, i modi sono tre, in ordine di impegno: una maschera colorante ramata o dorata, che scalda per qualche settimana; un tono su tono con riflesso .3 o .4, che dura un paio di mesi; una tinta permanente, se il castano va anche schiarito o se ci sono capelli bianchi da coprire. Il riflesso dorato scalda in modo più discreto, quello ramato si vede di più.

Cosa usano i parrucchieri

Per costruire un castano caldo su misura, e mantenerlo, in salone servono tre famiglie di prodotti.

Tinte permanenti con dorati e ramati

Tono su tono per il riflesso

Mantenimento del riflesso

Avere la scala completa dei caldi, dal dorato al rame intenso, è quello che permette di rispondere alla cliente che chiede «la cannella di quella foto» senza forzare l'unico ramato che c'è in cartella. Tutta la colorazione è nella categoria Colorazione.

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